Showing posts with label Reviews. Show all posts
Showing posts with label Reviews. Show all posts

Saturday, November 24, 2018

Unheard-Of: Krisma – Fido Press Review


Copyright Globule, 2012

Here we have an unexpected nugget of new-wave styled italo-pop from 1983, by Krisma (aka Chrisma), a male/female synthpop duo by the names of Christina Moser and Maurizio Arcieri, fondly regarded in their native time and place (Italy, post-disco), but little-known stateside.


In addition to the human talent, the real star of this quirky LP is the venerable Casiotone MT-65, an entry-level PCM-based digital synthesizer introduced in 1982 (big brother to the MT-40, of “Under Me Sleng Teng” fame). In fact, the entire album is composed on the instrument, and it can be seen mugging on the LP’s back cover (with hand-wired expansion box). As one might expect, “Fido” is an in-depth exploration of its crispy crunchy sound palette.

Punchy bass, hissing snares, and pocket-caltulator leads are layered and post-processed into all manner of “light industrial” modes. Some melodic sing-song pop ditties , some chip-chopped rhythm-only tracks, and some dark Italo arpeggiations, with plenty of high-minded knob twiddling and external effects to keep things lively.

At times the envelope is pushed to borderline Detroit darkness, with flanged ‘hats and bass drum pummelling. Icy boy-girl vocals are the icing on the cake, delivered in phonetic English for a true International Feel. All in all, the closest touchstone to this album would have to be Roberto Cacciapaglia’s legendary “Anne Steele Album”, in terms of sheer technopop exuberance and Italo-futurist vision.

Buy Fido from Rubellan Remasters


Sunday, September 16, 2018

“Signori & signore, Maurizio Arcieri” - Press review

Da Spettakolo.it

di Glezos - 29 gennaio 2017

Cristina, ricordi com’era nata? Apri di colpo la porta agli Psycho Studios di Claudio Dentes in via Frascati a Milano senza bussare, io sto uscendo e per poco non facciamo un frontale. ‘Ciao, sono Cristina, c’è Maurizio?’. ‘Ciao, lo so che sei Cristina, si vede’, perché che tu sia la Cristina dei Chrisma (per me sempre senza K) è evidente anche a un topo cieco.

Maurizio Arcieri è arrivato in studio da una mezzora con Stefano, che ha co-arrangiato e co-prodotto Non ho denaro'’, ("Fido" negli USA, ndr) il vostro ultimo album che non esce da mesi, e non si capisce cosa ne vogliano fare i vostri discografici. Io e lui -Stefano- stiamo lavorando da altrettanti mesi a provini inutili, che nessuno vuole perché nessuno ci vuole. Così, nel vuoto del novembre 1988, ci chiedono se abbiamo voglia di suonare in un happening chiamato ‘Vox Populi’ al Notorius, pieno centro dalle parti di La Foppa. Mettiamo su in quattro e quattr’otto un’improbabile band di vintage rock’n’roll per l’occasione, voce-chitarra-basso-batteria, improbabile perché due di noi (non io e Stefano) il r’n’r non sanno nemmeno dove stia di casa. E’ un one-off, una band che vivrà una notte sola e solo per quattro-pezzi-quattro, poi chi s’è visto s’è visto e tanti saluti, si torna al vuoto. Idea.

“Chiediamo a Maurizio se viene a fare un’ospitata. Potremmo suonare un pezzo con lui”. E Maurizio viene eccome, persino alle prove. “Cazzo, datemi una chitarra che suono ‘Shakin’ All Over’ di Johnny Kidd, mi fa impazzire. E’ l’unico pezzo che so suonare”, poi imbraccia la Fender e la suona davvero. Tu ci raggiungi dopo in studio, e appena mi sbatti contro sulla porta ti dico: “Cristina, sono Glezos, il ragazzo di Eletttro”. E tu: “Occcazzo, Elektron maschio!!!”, e giù abbracci e baci. Perché voi Eletttro, la vostra sorellina punk che avete adottato nel 1978, la chiamavate così anche nel vostro pezzo –‘Gott Gott Elektron’.

Non era facile seguirvi agli inizi, né era comodo dichiararsi vostro fan. Ai tempi del sexy sound dei primi due singoli (‘Amore’ e il quasi hit ‘U’, 1976-77) a fare notizia era la tua abbacinante avvenenza e poco altro. Ricordi il passaggio alla finale del Festivalbar all’Arena di Verona? Il dibattito infuriava su ‘Novella 2000’: c’era o non c’era biancheria intima sotto il conturbante abito dell’ipersexy moglie del biondo dei New Dada“Conservatore!!!”,gridava qualcuno in platea quella sera a Maurizio. Mi piegavo in due dal ridere, ma la questione tornava fuori ogni volta: l’ex bello del beat che tenta di riciclarsi mandando al proscenio l’avvenentissima moglie. Tutto qui?

Tutt’altro. Il punk si era abbattuto su di noi, e voi l’avevate sposato con lo spirito che Caroline Coon aveva ascritto agli Ultravox nella sua famosa definizione, “fanno parte della New Wave perché lo vogliono”. Lo volevate anche voi. Dal tardo 1977 in poi c’erano stati i rapporti di vicinanza con bands emergenti –Trancefusion e altri contatti-, radio e fanzines (ci eravamo conosciuti in radio in una trasmissione realizzata dal team di ‘Pogo’, una delle primissime punk fanzines italiane). Poi qualche scaramuccia col pubblico di locali d’essai (Out Off, Milano) e supposte scene-madri a buonissimo mercato come il famoso finger-jobdal vivo, “ma guarda che non è vero che mi sono tagliato un dito, mica sono scemo”, rideva Maurizio nel suo modo più che contagioso.

Semplicemente, stampa e pubblico non parevano concedervi alcuna chance. Poi qualcosa era cambiato. “Mi ci vedi alla mia età a scimmiottare i Pistols?”, mi diceva Maurizio: sound e temi della virata new wave da mitteleuropa di ‘Chinese Restaurant’ avevano sistemato i binari e tutto poi era venuto da sè, da ‘Hybernation’ fino all’ Habemus Krisma di ‘Cathode Mamma’. I vostri Molti Baci avevano preso in contropiede i poppettari e l’industria discografica, privandovi di fatto di un più che probabile Numero Uno in classifica (“Cazzo, avevamo scoperto di essere primi ma non risultava da nessuna parte e la casa discografica ce l’aveva nascosto”, ci hai detto in più di un’occasione). Vi avevamo seguiti da vicino, soprattutto lei, Eletttro.

Che avete accolto nella vostra vita e nella votra casa con il calore e l’empatia che si riserva solo a chi va in assonanza sul serio: lei ragazzina, voi fratelli maggiori. Il successo da Top 10 non aveva avuto bis, ma chi se ne frega: la parabola inaugurata con ‘Iceberg’ riservava i suoi botti, dal quasi capolavoro di ‘Skyline’ a ‘Signorina’, il cui utilizzo come sigla di un brutto programma di Red Ronnie non detrae tuttora dallo status di uno dei brani più suggestivi mai apparsi in Italia. Poi la tv, le sperimentazioni, i brani registrati e mai usciti (ricordi la cover di ‘Je t’aime…moi non plus’ nello studio di Baldan?), il revival dei 5 Minuti e del Maurizio-anni-60, e il ritorno sul luogo del delitto.

Flash di immagini, serate e nottate, sempre con voi due insieme. Era bizzarro incontrare Maurizio o te separatamente, e le volte in cui è successo tutto sembrava campato per aria. La sua vivacità intellettuale, le sue fissazioni transitorie e la sua smania di uscire da ogni tipo di schema erano spesso fraintese per voglia di eccentricità a tutti i costi. Al di là della dolcezza, dello humour e della simpatia istintiva, di Maurizio a colpirmi erano i silenzi, soprattutto quelli non dettati da una giornata storta. Che gli facevano dire all’improvviso cose come “Ieri ho passato tutto il giorno immerso in una tristezza senza speranza. Poi stamattina mi sono svegliato, ho guardato fuori dalla finestra e il mondo mi sembrava appena creato”.

Cristina, in questi giorni penso spesso a quella serata al Notorius, il giorno dopo quell’incontro sulla porta allo Psycho. Anche se non volessi, queste righe scriverebbero da sole di quella notte. Saliamo sul palco, attacchiamo con ‘Maybellene’ di Chuck Berry, tutti sono survoltati e noi siamo basiti alla reazione del pubblico. Suoniamo i quattro-pezzi-quattro, poi arriva il momento. Maurizio si prepara tra le quinte. Prima di noi si è esibito Ricky Gianco, col quale abbiamo collaborato qualche anno prima. Prendo il microfono: “Questa sera abbiamo l’onore di chiudere il nostro primo e ultimo live con un grande ospite, l’unica vera rockstar che l’Italia abbia partorito…”. In platea, Ricky Gianco crede che mi stia riferendo a lui, e con un sorriso di autocompiacimento si alza e sale sul palco proprio mentre annuncio: “Signori & signore, Maurizio Arcieri”. 

Gianco resta di sale, Maurizio entra in scena e ci lanciamo in ‘Sick & Tired’ di Fats Domino, resa celebre in Italia dai suoi New Dada come ‘Non dirne più’. Tutti saltano dappertutto, Maurizio ride e poi ride ancora, ha guardato fuori dalla finestra e il mondo è fresco di creazione. Sicuramente lo è per noi, che presi alla sprovvista dalla domanda “Come si chiama la vostra band?” rispondiamo improvvisando:Ufo Piemontesi. Ieri notte uno di noi ha sognato che i marziani atterravano sotto casa sua parlando in dialetto piemontese”. Non immaginiamo nemmeno lontanamente che abbiamo iniziato un viaggio che ci porterà ai dischi, alla tv, agli stadi e a 524 volte dal vivo, dalle bettole allo Stadio Olimpico a Roma.

Quella sera non c’eri, Cristina. Eri rimasta a casa con l’influenza, e dopo il Notorius eravamo andati in un pub. Maurizio ti aveva telefonato in piena notte, era su di giri, rideva e ci aveva contagiati tutti, e ti avevamo gridato al telefono che mancavi solo tu. I pensieri mi battono nello stomaco, e adesso davvero mi sembra tutto campato per aria.


Sunday, August 23, 2015

Chrisma – "Chinese Restaurant" Review by Music Zoom


I Chrisma hanno foraggiato e, consentitemi di dire, pesantemente influenzato due diversi e spesso conflittuali stili musicali: il rumorismo di matrice industrial e la melodia della dance-music.

Dall’incontro di influenze latino-teutoniche-americane ne deriva una predisposizione per sperimentazioni punk in progressione su ritmi ossessivi, con effetti elettronici di riempimento. In sostanza, l’elemento caratterizzante Chinese Restaurant è il sodalizio tra gli esperimenti futuristici di Neu! e Kraftwerk, il punk auto-flagellante dei Pistols e le nevrosi industriali in stile Suicide.

L’album si apre, e si chiude anche, con la suite elettronica Thank you che Maurizio Arcieri scrisse come ideale ringraziamento ai suoi numi tutelari, tra i quali cita, nel mix di chiusura, Mick Jagger, Roxy Music, Iggy Pop, Jim Morrison ecc.. Seguono le melodie androidi di Black Silk Stocking, un ballabile tecnologico-feticista e il tango cibernetico-decadente di Lola. C-Rock è invece essenzialmente un continuum di impulsi ritmici di drum-machine, colorito da un esigua e accattivante melodia e dal canto spettrale di Maurizio. Segue il grido sconnesso di What for, un selvaggio electrobilly, tanto violento quanto allucinato; è poi la volta dell’orecchiabile e danzereccia Wanderlust e della ballata liturgica e solenne Lycee con il suo morbido recitato. Infine Mandoia trova una felice combinazione fra un motivetto orecchiabile in apertura e una melodia accattivante e magnetica nel finale, ad un momento incalzante e ossessiva.

I Chrisma rappresentano sicuramente uno dei più influenti e importanti gruppi della new-wave italiana e questo album, insieme a Hibernation del 1979 e Clandestine Anticipation del 1982, ne costituisce una delle pietre miliari.

Anno: 1977

Label: Polydor

Track-list:
01. Thank you
02. Black Silk Stocking
03. Lola
04. C-Rock
05. What for
06. Wanderlust
07. Lycee
08. Mandoia
09. Thank you (new mix)


Sunday, November 16, 2014

Noi, le icone di Chiambretti (Corriere della Sera Milano, 23 april 2009)

New page in Krisma's Memorabilia section

I Krisma: «Ne abbiamo viste tante che giudichiamo come fossimo nell' aldilà». 35: gli anni del sodalizio della coppia Maurizio Arcieri e Christina Moser. 1965: l' anno in cui i New Dada fecero da spalla ai Fab Four al Vigorelli.

Nel variopinto caravanserraglio dell' ultimo Chiambretti, tra gemelli ciccioni, finte Maionchi e conturbanti starlette, alla fine la scena se la prendono loro: da una piattaforma, due simpatici signori giovanilmente vestiti, detti gli Ex Voto, emettono «sentenza» sui vari protagonisti della serata.

Quei signori, Maurizio Arcieri e Christina Moser, insieme da più di 35 anni, si chiamano Krisma.
E, a differenza degli altri, non recitano alcuna parte: «Chiambretti - racconta Arcieri - che conosciamo da tanti anni, ci ha chiamato perché ne abbiamo viste talmente tante da poter giudicare come se fossimo nell' aldilà».

Se il grande pubblico forse li ignora, per chi mastica di sale da ballo e sperimentazione, i Krisma sono delle icone viventi, primo gruppo italiano ad aver declinato all' italiana la temperie dell' electro-punk anglosassone, alla metà degli anni 70, iniziatori della cosiddetta Italian Disco.
Con album oggi introvabili (gli album in realtà si trovano, qui le info - ndr) come «Chinese Restaurant» o «Cathode Mamma»: stasera, invitati dal Festival Elita, saranno allo Sphinx, in zona Papiniano, locale che da un paio mesi si sta rapidamente trasformando in un' interessante fucina underground.

CONTINUE READING... 


"Oggi Parliamo Di... Chrisma" - (Blitz - 1978)

New page in Krisma's Memorabilia section

All'ultimo MIDEM di Cannes (la "mostra mercato" del disco) si sono presentati come fratello e sorella e, date le loro reciproche effusioni, in scena e fuori, hanno puntualmente sconcertato quei discografici e giornalisti stranieri che ignoravano il loro stato civile (sono sposati dal '72 e ovviamente non sono parenti neppure alla lontana)

Più di recente in una balera di Reggiolo (Reggio Emilia) lui ha tentato (o finto) di amputarsi l'indice della mano sinistra, davanti al pubblico, tra una canzone e l'altra, mentre lei lo incoraggiava con gridolini e sospiri...
Di chi stiamo parlando? Ma dei Chrisma, naturalmente! Vale a dire Maurizio Arcieri e Christina Moser, la coppia più inquietante, assurda, strampalata, eccitante o penosa (fate un pò voi) della canzone italiana.

Nonostante gli atteggiamenti provocatori, le tentate mutilazioni, gli incesti fittizi e un abbigliamento da film dell'orrore, i Chrisma giurano di non cercare affatto pubblicità a buon mercato, di voler fare soltanto della musica, della musica "giusta", al passo coi tempi. Cioè, del punk rock. Bè, ognuno ha il punk che si merita. A noi, in linea con la crisi dilagante, toccano Maurizio e la sua mogliettina svizzera.

Ve lo ricordate, Maurizio? Ma sì, è proprio lui quello che imperversava con il complesso dei New Dada, a metà degli anni sessanta. Lo chiamavano il "bello" della canzone.
Poi si mise in proprio, transitò anche a Canzonissima, lanciò motivi che si intitolavano "L'Amore E' Blu... Ma Ci Sei Tu!", "Guardami, Aiutami, Toccami, Guariscimi". Adesso è un pò cambiato, e non solo perchè di anni ne ha trentasei.
Tutto vestito di cuoio, con le bionde chiome tagliate alla elettochoc, col dito incerottato, e la spilla da balia nella guancia, l'ex bello assomiglia sempre di più a Frankenstein. E non canta più demenziali strofette sull'amore blu, o per lo meno non le canta più in italiano. Canta solo in inglese, in tandem con la sinuosa e provocante consorte.
"Siamo gli unici a fare del vero punk, in Italia", ci rassicurano.

CONTINUE READING...


"Sexy Sound - Sesso e Censura" - (Nuovo Sound- 1977)

New page in Krisma's Memorabilia section

Il "sexy sound" dei Chrisma

Negli ultimi anni il fenomeno del cosiddetto 'sexy sound' ha subito una indiscutibile evoluzione: mentre prima ci si limitava a realizzare dischi caratterizzati da sospiri e frasi estremamente eloquenti, con una 'base' musicale più o meno languida, oggi si tende ad ampliare il discorso creando veri e propri spettacoli basati su questo particolare genere musicale, aggiungendo quindi l'immagine al suono.

Anche in Italia qualcuno ha già cominciato a percorrere questa strada: si tratta dei Chrisma, un duo formato da Cristina e Maurizio Arcieri, che hanno lanciato pochi mesi fa un 45 giri dal titolo particolarmente significativo, 'Amore'. Come si è visto, in occasione della serata finale al Festivalbar, i due, oltre a recitare poche parole su uno sfondo musicale, creano un vero e proprio 'show' reso ancor più eccitante dalla bellezza provocante di Cristina.

A beneficio dei lettori più giovani, c'è da dire comunque che Maurizio non è un personaggio 'nuovo' nell'ambito delta musica italiana: durante gli Anni Sessanta, infatti, il suo nome acquistò una certa popolarità presso gli appassionati grazie alla sua attività di cantante solista con uno dei primi complessi beat nostrani, i New Dada, passati alla storta come 'gruppo supporter' dei Beatles nella loro unica tournée italiana. Dopo lo scioglimento della formazione milanese, Maurizio si dedicò all'attività solistica con buon successo (tra i suoi brani più famosi, ricordiamo 'Cinque Minuti E Poi…', 'Elisabeth', '24 Ore Spese Bene Con Amore', etc.), per poi formare, in tempi più recenti, i Chrisma con la moglie Cristina.

CONTINUE READING... 


Casio-Casiotone-MT-65

New page in Krisma's Memorabilia section

Toy Story (of the tool with which Krisma recorded "Fido")

Après avoir conquis le marché des calculatrices, CASIO s'est tout bonnement lançé à la poursuite de YAMAHA dans le registre des synthé familiaux. Le pire, c'est qu'ils ont produit des supers trucs de fous, même que des artistes confirmés (The-Human-League en tête) les ont utilisé sans problème !

Krisma
Alors que le duo electro-pop italien a utilisé que du matos pro pour ses compositions avant-gardistes, on apprend que pour l'album Fido de 1983 : All compositions performed by Maurizio Arcieri on the Casio MT 65. Casio MT 65 programmed by Maurizio Arcieri. A l'écoute du single I'm not in love (clip dispo ici), on note un vrai travail sur le son pour qu'il sonne pas jouet. Et à l'époque ils avaient pas Reason !! Un article de l'époque disait ainsi : Suonata integralmente con una piccola tastiera Casio (la MT 65), l'opera fu un caparbio esperimento elettronico ed Oltreoceano venne incoraggiata da ottimi riscontri di critica e pubblico.

CONTINUE READING...


Polydor 2007 Chrisma / Krisma CD Reissues Press Review

New page in Krisma's Memorabilia section
BLOW UP - January 2008

Qui nasce la new wave italiana. Maurizio Arcieri, reduce da una stagione in prima linea nel beat nostrano (alcuni ricorderanno i New Dada), è fulminato dall'esplosione del punk e cambia completamente rotta con i Chrisma, duo che forma con la moglie Christina. Esordiscono nel '77 con "Chinese Restaurant", un disco così poco italiano che malgrado le sue numerose influenze è un vero e proprio ufo nel panorama nazionale. In questo album, peraltro tutto in inglese, si sente un suono che oggi definiremmo senz'altro new wave, ma che all'epoca - in Italia - non aveva confronti; forse troppe tendenze simultanee, a voler trovare un difetto. C'è un sound chitarristico newyorkese in Thank You, il suo equivalente californiano in Wanderlust, un mood decadente tra Ultravox e Bowie nella bellissima Lola, un prodrome di dark wave in un instant classic come Black Silk Stocking. Ancora più interessanti sono però le interazioni tra chitarre ed elettonica (questo, come si sa, un elemento fondante della stagione new wave) presenti in C-Rock e Mandoia, scure, ossessive, a nervi scoperti. Ancora più suggestiva la lenta Lycee, per sole tastiere e voci, degna dei Tuxedomoon. Un esordio magistrale. (8)

"Hibernation", del '79, risolve ulteriormente i conflitti dovuti alla varietà stilistica del duo e si compatta in quello che è uno dei veri capolavori della new wave italiana. Basti sentire pezzi seminali come Aurora B., e il suo spleen cromatico nel riff di piano contrappuntato dal synth, o Rush '79, in cui sono gli archi distorti a reggere il flusso. C'è meno chitarra in questo disco (solo il riff iniziale di Calling si fa notare), e anche i bpm sono scesi (ad eccezione di So You Don't, sorta di versione di No Tears dei Tuxedomoon); è l'elettronica a prendersi spazi sempre più importanti. Hibernated Nazi è un'inquietante filastrocca in tedesco tra Bowie e Palais Schaumbourg, Gott Gott Electron una versione nevrotica dei B 52's prodotti dai DAF, We R. una ballata come ne scriveva Siouxie talvolta, Vetra Platz una mini sinfonia per tastiere tra Gary Numan e Peter Gabriel.
Per molti "Hibernation" è il disco definitivo del post punk italiano. (9)

CONTINUE READING...


Krisma at Dispenser, Radio2 Transmission Transcript (October 24, 2001)

New page in Krisma's Memorabilia section

Immaginate di avere un prozio che vedete solo a Natale… Un anno, però, questo prozio si sbronza e vomita nel ficus che avete in salotto...

Un’informazione così assurda, un’immagine così clamorosa surclassa qualsiasi altro dato relativo al prozio: ogni volta che pensate a lui lo vedete che vomita nel ficus.
Io ogni volta che penso ai Krisma me li vedo in un clamoroso playback, in cui Maurizio fingeva di suonare, convinto, un Commodore 64 dal quale, tra l’altro, non usciva nessun cavo: sublime!
Sono tornati i Krisma. L’unico duo tecno-pop che l’Italia abbia mai avuto, dopo oltre undici anni di silenzio discografico riappare sul mercato con ben due dischi: un album raccolta e un nuovo, sorprendente singolo.

La storia dei Krisma ha avvio addirittura negli anni 60, quando il cantante, Maurizio Arcieri, capitanava il gruppo beat dei New Dada, band che ebbe – tra l’altro – l’onore di aprire i concerti del tour italiano dei Beatles.
Lasciato il gruppo Maurizio intraprende una fortunata carriera solistica, ottenendo grandi successi con canzoni come “Cinque minuti e poi…”, ma presto si stanca delle melodie tradizionali e decide di percorrere nuove strade.
Insieme alla giovane moglie Christina Moser fonda il duo dei Chrisma.

Ha avvio così una delle più interessanti e sperimentali avventure del pop nostrano.
Attenti alle nuove sonorità e ai diversi fermenti culturali i due si trasferiscono a Londra, dove raccolgono con entusiasmo la filosofia e l’estetica punk e l’uso della tecnologia elettronica per produrre musica.
Con l’aiuto di collaboratori prestigiosi, tra i quali il futuro premio Oscar Hans Zimmer, i Krisma producono album originali e avanguardistici, come “Chinese Restaurant” e “Hibernation”, evidentemente pensati più per un pubblico internazionale che per il sonnacchioso mercato italiano.

CONTINUE READING... or LISTEN TO THE PODCAST


Los abuelos de la tecno se meten en la tele (El Pais - circa 1999)

New page in Krisma's Memorabilia section

Dos veteranos de la música y la agitación catódica preparan una cadena de televisión que tomará imágenes de todas las emisoras


Historias que contar no les faltan a estos dos nómadas que Benetton ha fichado para dar un paso mas en su reino multimedia. Luciano y compañia van a lanzar un canal de television via satellite que non es especializado, ni generalista, ni musical, sino todo lo contrario. Y los que lo estan perpetrando sono do individuos conocidos en Italia como los abuelos de la tecno. Maurizio Arcieri tiene 55 anos y Cristina Moser, 45.

Responden al apelativo comun de Krisma y dicen haber sido precursores de la tecno, del hip-hop, de la toy music (hecha con instrumentos de juguete) y de los videos musicales.
Despues de andar por Londres y Nueva York, se refugiaron en la montaña italiana.
Durante ocho años han emitido, desde su casa en el campo, un programa nocturno via satelite para la televisión publica italiana llamado Blow sat sat.

CONTINUE READING...


Dieci Stratagemmi 2004 Press Cuts

Press cuts page in Krisma's Memorabilia section

Il mejo concerto dell’estate? i Krisma, dal vivo sulle dune di Sabaudia – il grande ritorno di Maurizio Arcieri e Kristina Moser, geni non riconosciuti del pop d’Italia, star nel nuovo disco di Franco Battiato…

Si sa quali irreversibili guasti provochi la musica giovane italiana: balbuzie, crisi di crescenza, torpore sanremino, ottundimento, vizio solitario, vampirismo, visioni di karaoke, abbassamento ormonale, insana fame di Nutella; davanti all'ugola a bagnomaria dei Masini e delle Pausini i compact si sfasciano, i sederi si ingrossano, l'orecchio si paralizza. Droga nefasta, con tutti i suoi Festivalbar, insegna a indossare abiti fuori moda, a innamorarsi di cantanti gelatinosi, a umiliare i genitori per mezzo di strilli più forti di un rutto d'elefante.

Anche sulla sponda opposta, popolata da un manipolo di maniaci chitarrosi alla ricerca di una via italiana al rock, la situazione è disperata, ma non seria: tolto quel diavolo timorato di Vasco Rossi, ecco un bel pollaio addormentato dagli infrasuoni, capace solo di scimmiottare le smorfie e le chiome dei divi anglo-americani. Nel guado, nobile e immobile, si trova a galleggiare la canzone d'autore; una zattera che si è rovinosamente alterata e trasformata e svuotata nel corso di un paio di decenni alla stregua di un qualsiasi altro prodotto di consumo superfluo.

Quindi la piccola comunità di Sabaudia ha accolto in ginocchio due geni malriconosciuti dellla musica italica: Maurizio Arcieri e Kristina Moser, in arte Krisma, reduci da una nottata sbomballante al Cocoricò di Riccione e soggiornanti da Paolo Giaccio,

CONTINUE READING...


Krisma: Elettroshock A Tempo Di Rock (Il Monello - 1980)

New page in Krisma's Memorabilia section

La loro "musa ispiratrice" è l'elettricità, i loro dischi hanno il sapore di uno choc ad alta tensione: con "Many Kisses" e "Cathode Mamma", i Krisma sono gli autori di un nuovo filone musicale, un misto di rock, new wave e sensualità

Hanno avuto meno spazio di tanti altri, meno servizi sui giornali, insomma meno pubblicità: per questo i Krisma meritano ancora di più il loro successo. Quando i Krisma si formarono nacquero delle perplessità sul loro tipo di musica abbastanza sofisticata, difficile per il grande pubblico italiano, perplessità ora fugate con un successo crescente. E' un rock elettronico, suggestivo e il risultato e il successo delle loro canzoni sta proprio in un equilibrio musicale tra i testi, lo spettacolo e i suoni. Ma i Krisma non sono nuovi del mestiere. Sopratutto Maurizio Arcieri è una vecchia conoscenza della musica italiana.

Fu lui a fondare quasi vent'anni fa uno dei più popolari complessi italiani: i New Dada (fecero addirittura da spalla al memorabile concerto dei Beatles in ltalia). In seguito Maurizio continuò dapprima da solo poi in società con la moglie Christine, una bellissima bionda vestita anche lei "punk" (anche se meno provocante e più elegante dei primi tempi). A proposito di punk senz'altro qualcuno ricorderà anche un episodio che fu su tutti i giornali italiani: all'inizio della fondazione dei Krisma Maurizio, per essere veramente un punk "arrabbiato" promise di tagliarsi un dito durante un'esibizione (fu una trovata per il pubblico e a quanto pare funzionò anche se il dito è rimasto ben intatto).

CONTINUE READING...


Fido Review (Rockerilla - Gennaio 1984)

New page in Krisma's Memorabilia section

Che i Krisma di Maurizio Arcieri e Cristina Moser non fossero un gruppo strettamente italiano, lo si sapeva già da molto. Non solo perché frequentavano già da anni gli ambienti della new wave elettronica europea (la rivista newyorkese Interview ne parla come di un gruppo svizzero...), ma anche perché vuoi per la professionalità, vuoi per le registrazioni, la loro musica aveva un qualcosa che nessun giovane gruppo riusciva a realizzare. Ma che il discusso duo riuscisse ad atterrare in America e riuscisse a firmare un contratto con una grande compagnia come la Atlantic, è certamente qualcosa che non ci aspettavamo e per cui dobbiamo toglierci tanto di cappello.

E le sorprese non sono finite: a collaborare con loro nella stesura dei testi di questo primo lp americano, c'è nientemeno che Arto Lindsay, di cui non finiremo mai di cantare le lodi quale ispiratore e protagonista della no wave. Dalla collaborazione con Arto, basata sulla reciproca amicizia più che su una impellente necessità artistica (i Krisma da sempre cantano in inglese), sono nati testi bizzarri e piuttosto eclettici, che rappresentano una delle migliori soluzioni del disco.

FIDO è stato completamente registrato dal solo Arcieri con un CASIO MT 65 , uno strumento con cui si possono fare miracoli, ma che è inevitabilmente limitato. Il difetto principale di questo disco è infatti una certa piattezza che rischia di rovinare episodi per altro eccellenti. Sono soprattutto gli arrangiamenti e il mixing della voce a risultare insoddisfacenti, in particolare se rapportati al precedente album.

CONTINUE READING...


PERDUToAMOR - la Repubblica (17/5/2003)

New page in Krisma's Memorabilia section

Perduto amor, la cantava il belga Adamo, nella notte dei tempi, oggi la canta Franco Battiato e su questa suggestione ha costruito una storia, o meglio non storia, che con disinvolta licenza poetica racconta i fatidici passaggi di formazione di un ragazzo (Corrado Fortuna), prima infante in una sognante e iperfemminile Sicilia anni Cinquanta, poi adolescente nella stessa Sicilia dove un maturo pigmalione (Gabriele Ferzetti) lo spinge verso più eccelsi obiettivi, poi giovane uomo nella Milano dei primi anni Sessanta alle prese con una divertente e trasfigurata, ma non troppo, società della canzone, all'ombra della leggendaria Galleria del Corso dove si facevano e disfacevano i destini della musica italiana.

Alla fine il protagonista non intraprende la carriera musicale che sembrava scontata, e qui c'è il vezzo di Battiato nel confondere le acque di una possibile lettura autobiografica. Di sicuro descrive mondi che conosce bene, ma rifiuta il realismo convenzionale e scandisce il film come un sogno, o più semplicemente come una composizione musicale che, tra divertenti sorprese, abbandoni poetici e scarti filosofici, ambisce con delicata semplicità a proporre uno sguardo profondo sull'esistenza. (...)

Così come emergono i numerosi e divertenti camei, tra tutti quello di Maurizio dei New Dada (poi Krisma) che interpreta oggi il se stesso di quarant'anni fa...

CONTINUE READING...


Chinese Restaurant Swedish Review - Dalenbladet (n. 3 / 2000)

New page in Krisma's Memorabilia section

Av alla synthbaserade grupper som gjorde entré på 70-talet tillhör italienska Chrisma (eller Krisma som de efter andra albumet började stava gruppnamnet) de mest intressanta, men också de mest obskyra. Chinese Restaurant var deras första LP och gavs ut -77. Den är, tillsammans med uppföljaren Hibernation, deras bästa än idag men tyvärr också den svåraste att få tag på. Hittar man ett bättre begagnat ex av Chinese Restaurant i Italien får man pynta cirka 500 svenska kronor och här i landet är det troligtvis omöjligt att få tag i denna sensuella, udda och roliga skiva, vilket är märkligt med tanke på att plattorna gavs ut på ett stort bolag som Polydor. Första skivan fick dock aldrig någon distribution i Sverige, vilket kan förklara dess svåråtkomlighet här, men att den också är närmast omöjlig att hitta i gruppens hemland är underligt med tanke på omständigheterna.

Chinese Restaurant inleds och avslutas med en låt som heter ”Thank you”. Den inledande versionen är instrumental och i den avslutande hålls ett tacktal till alla de artister som, får vi förmoda, har inspirerat och betytt någonting för Chrisma. Några av artisterna som tackas är Neu, Marc Bolan, Roxy Music och Iggy Pop, vilket kan tyckas naturligt med tanke på hur Chrisma själva låter, men de tackar också ett flertal grundläggande rockers som Elvis Presley, Fats Domino, Jimi Hendrix, Johnny Kidd, Jerry Lee Lewis och Eddie Cochran.

CONTINUE READING...


Krisma: Clandestine Anticipation Review - Magazine not identified (1982)

New page in Krisma's Memorabilia section

L'elettronica e i climi sintetici al servizio di una fantasia razionale, immaginifica, geometrica

Un nuovo disco del Krisma - che lo vogliano o no i loro detrattori - costituisce comunque una specie di avvenimento, dai risvolti positivi o negativi secondo i  rispettivi punti di vista, sul quale discutere.
Nel caso di questo ultimo LP, per esempio, vale la pena di riportare per intero cosa dicono i Krisma nel descriverne il sound: "Non più Il vicolo cieco del bip-tonga-klak in cui ad esempio sono caduti i Kraftwerk, ma usare l'elettronica senza venirne minimamente usati, non costruire più i pezzi a seconda della possibilità degli apparecchi ma ricercare nuove sonorità, creare nuove apparecchiature, inventare forme diverse di utilizzazione e di interconnessione in funzione di quello che si ha in mente, del risultato che si vuole ottenere".

Ora, se questa descrizione ci sembra calzare effettivamente a pennello per il sound del disco, ci sembra però anche che ciò che si imputa ai Kraftwerk (tra gli ispiratori diretti più riconoscibili dei Krisma) di non fare è proprio ciò che essi manifestamente fanno e, anzi, teorizzano pubblicamente - almeno dal 1978, ovvero con i due ultimi LP "The man-machine" e "Computer World". Così, ancora, mentre da un lato i Krisma asseriscono che con questo LP "finalmente siamo riusciti a uscire dal tunnel dell'elettronica", in una intervista lo stesso Maurizio dichiara che "Clandestine Anticipation" è stato tutto inciso con mezzi elettronici, non c'è nemmeno un suono naturale".

CONTINUE READING...


Krisma: Nothing To Do With the Dog - Magazine not identified - 1983

New page in Krisma's Memorabilia section

Questa recensione ci gira tra le mani ed è difficile metterla giù.
Per tutta una serie di motivi. Uno, è la prima opera della  Franton, una nuova etichetta. Due, Christina e Maurizio, alias Krisma, sono stati spesso anticipatori delle ultime mode sonore europee. Tre, la vecchia milizia beat di lui, l'Arcieri, gli riserva sempre un minimo di rispetto. Quattro, il disco è stato registrato con tutti i... crismi in quel di NYC ai famosi Atlantic Studios, cosa che gli da un ulteriore patina di prodotto a livello internazionale. Però gran parte dei motivi positivi si fermano qui.

Non che il disco sia brutto o meno: è che è proprio indecifrabile. Perché è vero che i Krisma non possono essere tacciati di opportunismo per la scelta techno-pop che hanno fatto da tempo, in anni non sospetti; è vero che la radicale stringatezza delle forme musicali di base per "Nothing to do with the dog", cioé con le sole voci della coppia e gli effetti cibernetici del Casio MT 65 su cui Maurizio suona tutti i brani più (nel pezzo che intitola l'album) il waof-woof di un cane, non è imitazione della new wave britannica; ed è vero che di dance non c’è assolutamente nulla.
Ma allora, questo LP da che punto prenderlo?

CONTINUE READING...


Krisma: Iceberg - Magazine not identified (1986)

New page in Krisma's Memorabilia section

È molto difficile contare le molteplici trasmutazioni artistiche dell'eclettico Arcieri. Dal beat alla melodia alla new wave, passando ovviamente per il punk, ha sempre cavalcato un'avanguardia importata dall'estero, più precisamente dalla Gran Bretagna, concedendo pochissimo spazio ad un discorso meramente commerciale. 

Dopo l'esperienza estera (i Krisma hanno in passato lavorato a New York) ecco un rimpatrio: il nuovo disco è stato interamente registrato e mixato a Milano.
 Il produttore Claudio Dentes opera altresì a Milano.
È questa indubbiamente l'epoca delle batterie programmate, dei campionatori, dei sequencers, e gli Arcieri ne fanno un larghissimo uso in un disco tecnologicamente avanzato...
CONTINUE READING...


Krisma: "Baci di Ghiaccio" - Magazine not identified (1980)

New page in Krisma's Memorabilia section

Cristina e Maurizio Arcieri, sposati da diversi anni, formano una coppia affiatata anche nel lavoro. Il loro ultimo Lp s'intitola "Cathode Mamma"


Sul palco, si muovono allo stesso modo: entrambi vestiti di pelle, il viso devastato da un trucco orrido, i medesimi  capelli biondi e imbrillantinati con  ciocche viola e verde. E' l'ultima versione di Maurizio e Cristina Arcieri, coppia collaudata in anni di matrimonio e di collaborazione artistica. In realtà lei, la bionda svizzera Cristina, l'arte del canto I'ha scoperta solo dopo aver sposato il bel Maurizio, che invece annovera, da parte sua, una presenza sulle scene musicali di oltre dieci anni. Un irrequieto, Maurizio: un debutto (anno 1966) coi New Dada, poi un breve curriculum da solista con qualche pezzo commerciale. Quindi, dopo un paio d'anni di silenzio, la scoperta, sempre un attimo dopo che era esplosa, della moda musicale del momento e l'allineamento con essa.

Non che Maurizio non ci metta grinta ed entusiasmo nelle sue scelte.
Fino al punto di strafare come quando, versione punk di qualche tempo fa, a Milano, per rendere veritiero un suo spettacolo, tentò di tagliarsi un pezzo di dito. Ora, a dito ricostruito, e abbandonato il punk, e anche il rock spaziale dello scorso anno, Maurizio e la sua bella compagna hanno scoperto (si fa per dire) lo stile new wave, l'elettronica al servizio della musica, il suono esasperato, duro, glaciale delle ultime leve americane ed inglesi. Abbandonato il forse troppo provinciale suolo italiano, la coppia si è trasferita a Londra, dove, parole loro, sentono di poter meglio vivere certe sensazioni, certe esperienze, e di crearsi una immagine artistica stavolta davvero nuova.

CONTINUE READING...


Krisma: Amore e Successo (unknown magazine - 1980)

New page in Krisma's Memorabilia section

Maurizio Arcieri e sua moglie Cristina sono i personaggi piu' pazzi e anticonvenzionali del mondo dello spettacolo. insieme hanno creato il duo "Chrisma" e si propongono al pubblico in vesti punk, truccati in modo strano e con i capelli colorati dl giallo e dl verde.
Nella vita, pur conservando la loro immagine d'urto, si amano come due collegiali e non possono fare a meno l'uno dell'altra.


Cristina e Maurizio, in arte Chrisma, sono senz'altro la coppia meno convenzionale della musica leggera: questo per quanto riguarda la loro maniera di acconciarsi e le spregiudicate dichiarazioni che fanno. In realtà la loro storia d'amore è piuttosto  classica: si conobbero tanti anni fa ad una festa, si innamorarono e, nel dicembre del '74, si sposarono in Svizzera.

Maurizio Arcieri era il bel "cantante biondo" dei New Dada, una ottima voce che, negli anni '60, rappresentava una risposta italiana ai tanti gruppi che arrivavano dall'Inghilterra.
Al momentaneo successo era seguita una crisi sia musicale sia personale, come spesso succede a chi riceve dalla vita tutto troppo presto. L'incontro con Cristina significò per Maurizio trovare il punto di riferimento che cercava; successivamente significò ritrovare la voglia di lavorare.

Lei, quando lo conobbe, viveva nella bambagia: era giovane, ricca, bella, bionda, apparentemente borghese: fu l'incontro con Maurizio che scatenò in Cristina le voglie di libertà che aveva represse. "Lui è un uragano di creatività, l'uomo più fantasioso che io abbia mai conosciuto".

CONTINUE READING...


 

Biography - Records - Press & Memorabilia - Videos - Photos - Podcast - Links - Contacts - Newsletter - Live - Krisma News & Blog - Site Map

© 2011 Mind Lounge

Designed by MarXel